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Fino a quando le bollette serviranno a coprire anche
gli alti costi della politica e delle poltrone negli
enti dei pubblici servizi , ed altre voci di spesa
non essenziali, stop ad ogni ipotesi di aumento, ed
ogni richiesta in tal senso non è credibile e dunque
democraticamente inaccettabile. Questo vale per ACA, ATO , PROVINCIAAMBIENTE ed ogni
altro Ente delle cosiddette public utilities.
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Lorenzo Cesarone , consigliere comunale e
provinciale, con una lettera inviata in qualità di
Presidente della Fondazione Abruzzo Consumatori,
entra nel merito del “caro bolletta” e rivendica il
proprio ruolo di sindacalista prestato alla politica
comunicando ai rispettivi capigruppo la propria
posizione di dissenso e quindi di indipendenza dalla
linea del partito , preannunciando una mozione nelle
assisi consiliari per dire basta alle ipotesi di
aumento fino a quando il cittadino sarà chiamato a
pagare bollette che serviranno a coprire anche le
centinaia di migliaia di euro per Presidenti,
consiglieri d’amministrazione ed altre poltrone
comunque rientranti nella galassia delle
sistemazioni politiche negli enti strumentali dei
servizi pubblici, troppo spesso strumenti di partito
per compensare il primo dei non eletti o lo
scontento di turno, per non parlare degli altri
costi che troppo spesso non risultano essenziali ai
fini dell’erogazione del servizio e per i quali ha
deciso di istituire la Fondazione dei Consumatori.
Personalmente ritengo, afferma Cesarone, che un
aumento sia sacrosanto quando si possa dimostrare
l’effettiva necessità a fronte di una
rappresentatività di costi programmati per il
miglioramento dei servizi erogati all’utenza, ma
tutto vedo tranne che questo. Vedo bilanci in
difficoltà che non possono essere ripianati
ricorrendo come al solito alle tasche del
consumatore.
Chiederò ai Presidenti , ATO, ACA e Provincia
Ambiente , di aprire un “OSSERVATORIO PERMANENTE
CONTRO LO SPRECO” , un tavolo di confronto sul
bilancio di ciascun ente con i sindacati dei
lavoratori e tutte le associazioni dei consumatori
per un giro di vite sui costi della politica e su
quelli che possono essere eliminati in termini di
razionalizzazione senza conseguenze sui servizi .
Solo così si potrà aprire formalmente una nuova
stagione di responsabilità sociale di impresa che
guardi agli obiettivi dell’efficienza e della
economicità in modo concreto, senza il filtro della
politica partitica che spesso strumentalizza il
cittadino consumatore che come al solito dovrà
limitarsi a prendere atto dell’ennesima gabella
comprensiva di aumento senza poter capire realmente
cosa c’è dietro la tariffa.
Una responsabile politica di razionalizzazione dei
costi rispetto alle effettive esigenze dei servizi
significa intanto iniziare a tagliare almeno del 50%
gli appannaggi dei rappresentanti su nomina politica
in enti come ATO, ACA e PROVINCIA AMBIENTE,
(Presidenti e consiglieri d’amministrazione), una
misura che permetterebbe di recuperare in termini di
esercizio annuale un importo che supera sicuramente
i 100.000 euro per Ente , per poi procedere al
setaccio gli altri costi eliminabili , intendendo
per essi quelli non essenziali ai fini del servizio
che da sempre, evidenzia Cesarone, mi hanno visto
contrario, sino a farne un motivo di costituzione
della fondazione dei consumatori.
Piena sintonia dunque con il Presidente Del Turco
per la “politica taglia costi”, continua Cesarone,
ma per essere credibile , lui come tutti noi
impegnati in politica, me compreso, lo invito a
farsi promotore di una iniziativa che sottoscrivo
già, di riduzione degli stipendi , delle indennità e
dei gettoni della politica elettiva, di ogni ordine
e grado dal Parlamento alle regioni, dalle Province
ai Comuni medio grandi : solo dopo aver tagliato i
costi di casa nostra, potremo proporre o se si ha il
potere di farlo, tagliare quelli degli altri .
Se vogliamo che il cittadino torni ad avere fiducia
della politica , questa e solo questa è la strada da
percorrere.
Il Presidente
dott. Lorenzo Cesarone
Consigliere comunale e provinciale della Margherita
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