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Il ruolo
dell’impresa all’interno della comunità civile sta
attraversando profonde trasformazioni. Se una volta, con
la produzione di beni e servizi tesi al miglioramento
della qualità della vita dell’uomo e con la crescita
dell’occupazione, ciascun imprenditore poteva affermare
di svolgere una funzione sociale, oggi – oltre a questo
– all’impresa è richiesto sempre più di intervenire e
investire direttamente nel sociale. Le imprese più
sensibili a questo genere di responsabilità hanno, anche
in passato, dedicato alla beneficenza una quota, in
alcuni casi anche importante, degli utili generati dalla
loro attività, ma ora sono chiamate a servire la
comunità e i cittadini in modo diretto, dedicando a
questo compito anche strutture e know how. D’altra parte
è sicuramente un vantaggio competitivo per una azienda
proporre beni e servizi che i consumatori e gli utenti
saranno ben lieti di accettare perché immessi sul
mercato a “loro misura”. Le imprese con cultura del
sociale devono acquisire un ruolo nuovo per la cultura
imprenditoriale italiana, che è al contempo, difficile
ed appassionante: il grant-maker. Fare il grant-maker
non vuol dire fare beneficenza. Non si tratta, infatti,
solo di dare soldi; si tratta di contribuire con risorse
economiche e capacità progettuali allo sviluppo civile,
sociale, economico e culturale della comunità. E’
sicuramente un compito più arduo ma ovviamente più
stimolante e remunerativo. Siamo convinti che ogni
impresa debba sviluppare non soltanto la cultura del
profitto ma anche una cultura sociale, che non sono tra
loro antitetiche, anzi debbono integrarsi con lo scopo
di massimizzare l’utilità economica e sociale delle
imprese. Crediamo fermamente sia necessario che le
imprese ed i consumatori inizino a “parlarsi”
francamente per stabilire delle basi comuni per
perseguire un benessere che gioverà a tutte le parti
attrici della comunità. Non esistono fazioni, non
esistono contrapposizioni, esistono invece, persone che
vogliono essere rispettate, tutelate, informate …
vogliono essere “consapevoli”. “Ci sono solo tre cose
che possono essere fatte col denaro in eccesso:
spenderlo, investirlo o donarlo. Ogni persona deve
decidere quale combinazione delle tre abbia,
personalmente e moralmente, più senso”. In queste poche
parole della Vanguard Public Foundation sono racchiuse
le motivazioni profonde che portano alla nascita di una
fondazione e a finanziarla.
I principi di Abruzzo
Consumatori Onlus
Rispetto
rispetto dell’autonomia personale (autodeterminazione)
rispetto della privacy rispetto degli interessi
degli altri Beneficenza fare del bene
intenzione umanitaria Fiducia dire la verità
mantenere le promesse trasparenza amministrativa
correttezza fedeltà allo scopo
I valori e
comportamenti essenziali: impegno oltre se stessi
impegno al bene comune rispetto del valore e della
dignità dell’individuo giustizia sociale
trasparenza al pubblico apertura e onestà
utilizzo attento delle risorse rispetto delle leggi |